Storia
Spazio sacro
Origine e sviluppo del centro religioso fiorentino
Gli architetti della Cattedrale
Il nuovo Duomo, dunque, con il magnifico campanile, fu un'opera pubblica. Il lavoro fu affidato nel 1296 ad Arnolfo di Cambio, architetto ufficiale del Comune. Con la nuova dedica, - non più a Santa Reparata ma alla Madonna, col titolo 'Santa Maria del Fiore', la 'Fiorenza' e il 'fiore' germinato nel ventre di Maria, Cristo - , la nascente Cattedrale fu voluta come chiesa di rappresentanza per il governo e diventò subito il simbolo maggiore della fede dei Fiorentini.
I lavori procedettero alacremente per un decennio, ma dopo la morte di Arnolfo, verso il 1301, iniziò una lunga stasi. Perciò nel 1331 il comune di Firenze decise di affidare all'Arte della Lana la completa gestione dell'Opera del Duomo. Appena tre anni più tardi l'Opera chiamò il miglior artista del momento, Giotto, a cui venne dato l'incarico di costruire il Campanile, probabilmente concepito come sostituzione di quello di Santa Reparata, distrutto da un incendio pochi anni prima ma ancora in piedi nel 1331.
Dopo la morte di Giotto (1336) i lavori furono proseguiti da Andrea Pisano e successivamente da Francesco Talenti, che completò l'opera nel 1359. Lo stesso Talenti riprese in mano il progetto della Cattedrale, che era fermo da decenni. Egli, però, non si limitò ad attuare il disegno arnolfiano: propose un modello ancora più ambizioso, che amplificava decisamente le proporzioni della chiesa. Nel 1380 le navate erano terminate.
E' di questo periodo la colonna di San Zanobi, sormontata da una croce, che fu innalzata nel 1384 presso la porta nord del Battistero, nel luogo in cui secondo la tradizione, sarebbe fiorito un olmo il 26 gennaio 429, al passaggio della salma del santo, traslata da S. Lorenzo a S. Reparata.
La Cattedrale e la Città arrivano così a sovrapporsi, l'una parte integrante dell'altra: il Duomo, voluto e finanziato dal Comune, i monumenti 'comunali' costruiti in parte dall'Opera del Duomo. Nella percezione dei contemporanei, Santa Maria del Fiore divenne il segno della crescita cittadina.
La cupola brunelleschiana, fu, ed è ancora, il simbolo visivo dell'intera città. Sovrasta e nobilita con la sua mole i palazzi e le case, offrendo un'immagine concreta della 'madre Chiesa' che allarga la sua tenda per estendere la grazia divina a tutti. Definisce il tempio cristiano centrale di Firenze come forza unificante irresistibile, perno assoluto della topografia cittadina.
Fu realizzata nell'intervallo brevissimo di 14 anni, tra il 1420 e il 1434.
I lavori procedettero alacremente per un decennio, ma dopo la morte di Arnolfo, verso il 1301, iniziò una lunga stasi. Perciò nel 1331 il comune di Firenze decise di affidare all'Arte della Lana la completa gestione dell'Opera del Duomo. Appena tre anni più tardi l'Opera chiamò il miglior artista del momento, Giotto, a cui venne dato l'incarico di costruire il Campanile, probabilmente concepito come sostituzione di quello di Santa Reparata, distrutto da un incendio pochi anni prima ma ancora in piedi nel 1331.
Dopo la morte di Giotto (1336) i lavori furono proseguiti da Andrea Pisano e successivamente da Francesco Talenti, che completò l'opera nel 1359. Lo stesso Talenti riprese in mano il progetto della Cattedrale, che era fermo da decenni. Egli, però, non si limitò ad attuare il disegno arnolfiano: propose un modello ancora più ambizioso, che amplificava decisamente le proporzioni della chiesa. Nel 1380 le navate erano terminate.
E' di questo periodo la colonna di San Zanobi, sormontata da una croce, che fu innalzata nel 1384 presso la porta nord del Battistero, nel luogo in cui secondo la tradizione, sarebbe fiorito un olmo il 26 gennaio 429, al passaggio della salma del santo, traslata da S. Lorenzo a S. Reparata.
La Cattedrale e la Città arrivano così a sovrapporsi, l'una parte integrante dell'altra: il Duomo, voluto e finanziato dal Comune, i monumenti 'comunali' costruiti in parte dall'Opera del Duomo. Nella percezione dei contemporanei, Santa Maria del Fiore divenne il segno della crescita cittadina.
La cupola brunelleschiana, fu, ed è ancora, il simbolo visivo dell'intera città. Sovrasta e nobilita con la sua mole i palazzi e le case, offrendo un'immagine concreta della 'madre Chiesa' che allarga la sua tenda per estendere la grazia divina a tutti. Definisce il tempio cristiano centrale di Firenze come forza unificante irresistibile, perno assoluto della topografia cittadina.
Fu realizzata nell'intervallo brevissimo di 14 anni, tra il 1420 e il 1434.



